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La mela del peccato: Sessualità e parafilia.

2026-01-26 12:39

Dr. Giuseppe Fulginiti

Psicopatologia, Sessuologia,

La mela del peccato: Sessualità e parafilia.

La perversione si configura quindi come unica possibilità di negare l'angoscia di castrazione e consentire all'Io di sperimentare il piacere sessuale..

Nella terza edizione del DSM, il termine perversione fino ad allora in uso, venne sostituito con quello di parafilia, meno stigmatizzante e più vicino all'idea di un continuum tra i poli estremi di salute sessuale e devianza sessuale. La parafilia viene intesa come un'intensa e persistente attrazione sessuale rivolta verso oggetti, attività o scenari non convenzionali o devianti rispetto alle norme sociali. Nelle parafilie pertanto, l'interesse sessuale differisce molto rispetto all'interesse rivolto alla sola stimolazione genitale per raggiungere l'eccitazione e/o l'orgasmo.

Dobbiamo distinguere una parafilia vera e propria, ossia strutturata, da un'esperienza di coppia finalizzata a diversificare, intensificare o rinnovare l'attrazione perduta tra due partner. Il parafilico per eccitarsi necessita come già detto di oggetti, attività, scenari specifici, senza i quali viene meno il piacere libidico. E' proprio la persistenza, la necessità, la ricorrenza continua a queste prassi che ne connotano la presenza parafilica (o perversa). Lo sperimentare, al contrario, le stesse attività, l'utilizzare scenari o oggetti tipicamente prediletti dai parafilici, non connota la presenza del disturbo. 

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Secondo Freud, gli scopi delle persone perverse sono identiche a quelli dei bambini. Nelle fantasie perverse, la sessualità risulterebbe deviata in quanto regredita alla prima infanzia. I parafilici, come i nevrotici, hanno delle repressioni, non hanno superato il Complesso edipico e soffrono di una forte paura di castrazione. Troviamo quindi la presenza dei feticci tra i sadici sessuali, così come negli psicopatici (serial killer in particolare) quali sostituti del pene. Se nei nevrotici raggiungere il massimo piacere può essere complicato in taluni casi, nei perversi l'attività sessuale trova sfogo, eccitazione e orgasmo in qualche arcaica e regressiva forma di piacere. La regressione riporta la Psiche ad una fase precoce in cui la paura, oggi persistente seppur inconscia, non trovava modo d'esistere. La perversione si configura quindi come unica possibilità di negare l'angoscia di castrazione e consentire all'Io di sperimentare il piacere sessuale altrimenti negato.