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Mercurius philosophorum

2026-01-20 13:58

Dr. Giuseppe Fulginiti

Psicologia Alchemica, Fisica quantistica, Esoterismo, Simbologia ermetica,

Mercurius philosophorum

Non è trovando l'origine che si cambia il futuro psichico, nella Psiche le leggi fisiche classiche non hanno valore, tempo e spazio sono deformati...

Quando ci si approccia all'Arte alchemica, la maggiore difficoltà che si incontra è la comprensione e l'uso variegato dei termini tecnici, in momenti e stadi diversi della Grande Opera. Il significato di uno stesso termine appare contraddittorio e cambia a seconda della fase dell'Opera, ma anche dell'operazione in atto. Le teorie alchemiche si fondano sulla dottrina dei quattro elementi: Terra; Acqua; Aria; Fuoco. L'Inizio dell'Opera è per molti la Nigredo, personalmente ancor prima vi è il Caos ed è da questo irregolare moto energetico che si avvia l'Ordine. Per altri ancora, l'Inizio dell'Opera coincide esattamente con la scoperta della “Prima Materia”. Con buona probabilità, tutti abbiamo ragione.

Nel processo di trasmutazione alchemica, vengono identificate tre fasi caratterizzate da colori diversi. La prima fase, è di colore Nero, è la cosiddetta Nigredo. La seconda, di colore bianco, è l'Albedo. Terza e ultima, di colore rosso, la Rubedo. In realtà bisognerebbe aggiungerne una quarta, dal colore giallo, la Citrinitas, così ogni elemento aristotelico trova un suo corrispettivo alchemico. 

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Sappiamo che l'inconscio collettivo è stato da molti paragonato alle acque più scure e profonde della Psiche, quelle blu dell'oceano. Sappiamo che molte immagini oniriche si materializzano nei sogni come forze regressive che rimandano l'Io alle prime esperienze di vita in cui paure e angosce lo terrorizzavano. Se consideriamo la Nigredo come stadio Iniziale dell'Opera e la rapportiamo alla personalità individuale del soggetto, procedendo Contra Naturam, l'Io può discendere nelle profondità dimenticate della Psiche fino a raggiungere fasi, esperienze e momenti cruciali in cui una forte impressione (pulsionale, emotiva, relazionale, affettiva, traumatica) ha dato origine ad una scelta che ha generato un nodo tra il passato, il presente e il futuro.

Non è trovando l'origine che si cambia il futuro psichico, nella Psiche le leggi fisiche classiche non hanno valore, tempo e spazio sono deformati. Non è tentando di eliminare (rimozione) che il presente cambia. Non possiamo effettuare scelte diverse nel passato, perché esiste già l'esperienza futura nel mondo concreto. 

Possiamo però narrare le nostre storie cliniche con un'attenzione poetica così da coglierne il carattere estetico oltre che terapeutico. Il fine della terapia è educare alla capacità immaginativa, così il guarire se stessi, significherà vivere e morire entro un cosmo immaginale, sicuro, protetto e innovativo.