Tutti noi abbiamo impulsi antisociali, basti pensare all'istanza inconscia dell'Es che tende con forza al principio di piacere e che poco si cura della moralità insita nello scopo da raggiungere. Ciononostante, questa affermazione non basta per correlare l'antisocialità in genere ai crimini particolarmente efferati. La psicopatia, al contrario, lega perfettamente con la violenza, e quasi sempre, senza che vi sia una chiara, lineare e logica motivazione. La loro è una forma psicologicamente incomprensibile. Gli antisociali, seppur con difficoltà, riescono a porre dei limiti alle loro nefandezze, hanno delle regole etiche e difficilmente commettono omicidi. Gli psicopatici invece, specie i serial killer, uccidono per soddisfare un bisogno interiore che non si placa con la realizzazione dell'assassinio, perché la fantasia, così come i sogni, non è mai raggiunta e men che meno superata dalla realtà concreta. La psicopatia si caratterizza per l'aspetto affettivo-interpersonale tipico del Disturbo Narcisistico di personalità e per uno stile di vita antisociale.

La psicopatia, che non troviamo nei DSM come Disturbo o Sindrome, ma solo come specificatore nella quinta e ultima edizione aggiornata, in realtà si configura come grave nevrosi. Possiamo affermarlo in quanto il soggetto è consapevole del disagio psicologico che prova ed è in grado di ammetterne l'irragionevolezza delle azioni, , la capacità critica e di giudizio della realtà è indenne, tuttavia vive le pulsioni sadiche come imposte e irrefrenabili.
E nei sogni? Come dovremmo leggerla la psicopatia? E' un nostro tratto che viene fuori e chiede spazio? E' un modo per sfogare pulsioni represse? E la legge?, le forze di polizia, l'ordine costituito? Potremmo considerare le divise come espressione più prossima dell'istanza superegoica che interviene a contenimento di forze profonde e pericolose. Ma questa lettura è chiaramente semplicistica, si adatta al primo livello dell'analisi, quando il neofita, iniziato al mondo infero, inizia da apprendista ad esplorare l'universo inconscio. Di norma un assassinio nel sogno ci desta immediatamente, ci risvegliamo spaventati, angosciati, abbiamo difficoltà a riprendere sonno e ci opponiamo alla possibilità di risognare quanto già vissuto. Questa paura nasce perché siamo inclini a interpretare l'assassino onirico secondo l'idea tipica della veglia, secondo la quale un assassino è uno spietato psicopatico violento e pericoloso. Dietro un assassino onirico si nasconde in realtà la Morte, o meglio, per essere più chiari, un'immagine di morte e non un'azione morale!!
I sogni parlano di movimento psichico, di sviluppo, di crisi, cambiamento, nella scena onirica di un assassinio ritroviamo il tentativo di mortificare una parte di sé, il tentativo di scindere e separare, di chiudere col vecchio e dare vita al nuovo, ci stiamo iniziando..
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