“Mi trovavo in una casa stile americano, tutta piena di finestre e vetrate. Stavo con un uomo adulto che non riconosco, intenta a copulare su un letto rotondo. Ci stavamo toccando e accarezzando. Proprio nel più bello arriva l'ex moglie dell'uomo e le figlie”.
Nella narrazione di questo sogno, la prima cosa che appare interessante è l'uso del verbo “copulare”. Perché mai si dovrebbe parlare di copula? Che termine arcaico, inusuale, dire poco comune è dire veramente poco. E' compito dell'analista chiedere di spiegarne l'uso in quanto poco adatto all'unione carnale tra un uomo e una donna, potremmo anche aggiungere che risulta estremamente raro anche tra zoologi e veterinari. Ciò è vero al punto tale che la sognatrice non è in grado di rispondere all'analista, la domanda resta inevasa. Capite dunque la difficoltà di una accurata analisi? domande apparentemente futili celano molto ma non si hanno quasi mai immediate risposte. Tornando sulla parola copula durante la stessa seduta, la sognatrice dirà che non stavano facendo sesso, ma erano in intimità. Il termine letteralmente significa coito, amplesso. Molto altro si nasconde dietro una sola parola (o un solo immaginario).
Passiamo avanti, le vetrate, la casa americana, occupiamoci oltre che delle azioni e dei personaggi anche della scena. Le vetrate, per quanto belle, consentono a chi sta fuori di guardare l'interno della casa e nel sogno finestre e vetrate appaiono talmente rilevanti da trasformare la scena onirica in una casa in stile americano.
Ancora una volta subentrano le resistenze e l'idea interpretativa viene respinta. Le vetrate infatti sarebbero state (presumibilmente) “a specchio” e queste non consentivano la vista dall'esterno.

Ciò è vero, ma è pur vero, che tali vetrate, consentono la visuale dell'interno della casa e del proprio corpo, a terzi. Nella fase uretrale, il mostrare, così come il guardare i genitali altrui, è una delle principali caratteristiche di questo stadio dell'organizzazione psicosessuale. Nei sogni, spesse volte, una regressione raggiunge un determinato stadio di sviluppo, evidenziando un dato rilevante. Perché la psicoanalisi è contraria alle diagnosi? Perché un nucleo patologico può sempre attivarsi senza per questo costellarne l'intera sindrome. Un esibizionista parafilico regredisce costantemente a questa fase, lo scopo? Sedarne la paura di castrazione. Mostrando i propri genitali egli dice a se stesso che in effetti ha ancora un pene e non gli è mai stato evirato!
Nelle donne il Complesso di castrazione si pone come offesa al narcisismo e questo tende a spostare gli impulsi esibizionistici dal desiderio infantile di esporre i genitali, al desiderio di esporre tutto il corpo.
