“Mi trovavo seduto sul divano in cucina, avevo in mano il telecomando che puntavo verso la TV spenta con l'intento di accenderla e guardarla. D'un tratto compare mia madre che con voce severa e accusatoria mi vieta di accendere la televisione. Immediatamente dopo questa richiesta, mia madre esce dalla stanza ed io decido di pigiare il tasto d'accensione del telecomando. Improvvisamente la TV scoppia, il telecomando s'incendia e la stanza si riempie di fumo. Riappare mia madre che mi colpevolizza e mi risveglio angosciato”.
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L'esperienza onirica narrata è stata vissuta da un mio paziente afflitto da Depressione maggiore.
Stando agli studi psicodinamici e alla metodica freudiana - ricordiamo ai lettori che alle prime sedute psicoanalitiche va applicato il modello di Freud allo scopo di ridurre la zavorra psichica e creare quel vuoto fertile alla nascita del nuovo. Solo a questo punto i sogni andranno analizzati in chiave Archetipica - dal sogno si evince quanto durante la notte l'Io agisce i propri desideri, rifiuta le regole e affronta spavaldo le figure autoritarie. Potremmo dire che in questo caso l'Io confligge con un Super-Io molto severo e rigido, al contrario di quanto avviene nella vita diurna e concreta, quando appena sveglio il paziente non trova più la forza e il coraggio di affrontare le figure autoritarie della sua infanzia, ma cade in una tremenda angoscia, viene investito da un forte senso di colpa nonostante il fatto sia accaduto durante il sonno. La conseguenza immediata è stata la rinuncia al piacere e alla distrazione della visione televisiva nella sua realtà diurna. Nei giorni seguenti manifesterà totale apatia e un senso crescente a assenza di risolutezza.
A quale scopo analizzare i sogni? Noi chiediamo a voi altri a quale scopo NON utilizzare i sogni. Ma abbiamo già le risposte.
