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L'importanza dell'ontologia in psicoanalisi

2026-01-24 11:59

Dr. Giuseppe Fulginiti

Psicologia Alchemica, Esoterismo, Simbologia ermetica, alchimia, vangelo-di-giovanni, logos, psicoanalisi-junghiana,

L'importanza dell'ontologia in psicoanalisi

Un paziente che si approccia alla conoscenza di Sé, avvia quel processo trasmutativo che procede Contra Naturam, la sua ricerca della Verità o del Sé..

Compito di un Maestro non è mai svelare, anche perché pur volendo, non vi è nulla da svelare. Ciò che possiamo fare è ri-velare. Non stiamo tendendo una lezione universitaria e pertanto non dobbiamo insegnare ai neofiti l’abc della Psicologia. Qui, siamo tutti Psicologi abilitati alla professione, sappiamo tutti leggere e scrivere e conosciamo basi, fondamenta e teorie psicodinamiche e cliniche, pertanto l’utilizzo di modelli più profondi, di metafore e immaginari peculiari, non dovrebbe destare imbarazzo, men che meno oscurarne la visione in trasparenza. Sappiamo tutti che il neonato, in qualità di piccolo umano, viene protetto e aiutato in tutto dai genitori suoi caragiver e maestri di vita. La protezione è massima perché il bambino non conosce nulla del nuovo mondo che sta vedendo per la prima volta, non cammina, non deambula, non parla, solo comunica attraverso suoni e vocalizzi completamente insensati. Prima della parola dunque, prima del suono finalizzato, c’è caos, ovvero spalancamento, voragine, energia pura.

Se è vero, com’è vero, che in principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio, allora ogni parola è una divinità. Per cui ogni singola parola, in quanto Dio, va onorata. Come onorarla? Leggendone il significato ontologico e riportandolo alla propria divinità, ridandogli vita.

Il Caos dunque, quella voragine aperta, quella bocca spalancata, trasforma l’energia psichica e l’energia spirituale, in Verbum, in Parola Sacra. Ogni Psicoanalista che si approccia alla terapia coi suoi pazienti, si trova esattamente nel punto verso il quale ha mosso ed è riuscito ad arrivare, punto che non precede e che non segue il percorso degli altri terapeuti. Questo perché la psicoanalisi non è la psicologia, è l’Arte della cura attraverso le Parole, attraverso il Sacro dono divino. Nonostante ciò, noi tutti ci troviamo esattamente a tendere la mano verso l’altro, abbiamo avuto accesso alla sua interiorità grazie alla conoscenza diretta dei loro sogni portati in analisi, tendiamo dunque la mano verso quel trascendente Dio che portiamo dentro e che consente di generare il Pensiero, tendiamo la mano verso Dio, come raffigurato nell’iconico affresco di Michelangelo: “La creazione di Adamo”, nella speranza di azzerare lo spazio tra le dita e giungere così al toccamento, utilizzando, come suggerisce la nuvola a forma di cervello dell’autore dell’opera: La ragione e l’intelletto.

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Un Maestro ha l’arduo compito di andare oltre le religioni e la filosofia, un Maestro deve conoscere a fondo l’Arte perché deve conoscere sé stesso. Chi non conosce sé stesso, non può aiutare gli altri a conoscersi. Nel conoscersi, discende nella propria interiorità, alla ricerca della Pietra nascosta dei Saggi, l’Occultum Lapidem. Questa discesa non avviene mai in un unico viaggio, è un processo che muove per gradi, e qui l’idea nostra di assecondare il processo alternando i modelli classici ai contemporanei, mantenendo però sempre viva la fiamma della Psicologia Alchemica. Tuttavia, per quanto parliamo simbolicamente di discesa nell’Ade, l’Uomo resta sempre nel mondo concreto, come imprigionato in quella che Platone chiamerà “Caverna” e osserva sempre le ombre che al suo interno si proiettano. Lo psicoterapeuta deve essere in grado di riconoscere e discernere ogni dinamica che vive e che narra grazie al proprio Logos, sapere che ciò che racconta altro non è che la proiezione della propria Anima che vive nascosta nel cuore del proprio Atanor interiore.

Un paziente che si approccia alla conoscenza di Sé, avvia quel processo trasmutativo che procede Contra Naturam, la sua ricerca della Verità o del Sé, la sua individuazione e la conseguente conoscenza che ne deriva, saranno tutte forze regressive. Che significa ciò? Significa che nel procedere nel suo percorso di crescita, attraverserà delle fasi di maturazione e conoscenza sapienziale che saranno sempre precedute da un profondo e duraturo periodo critico. La ciclicità sarà una costante dell’essere e sarà in questi periodi bui che la Nigredo tornerà nuovamente a fare Ombra sulla Luce.

Questa ciclicità era noto alle popolazioni antiche, al punto da onorarla e festeggiarla ogni anno, durante il Solstizio d’Inverno, quando l’Astro luminoso, il Sole, si trova in corrispondenza della Croce del Sud, la Costellazione Crux, e, dopo esser in apparenza morto per tre giorni, risorge ascendendo verso l’emisfero superiore.

Durante questi momenti critici, durante queste fasi di transizione, i simboli inconsci manifestati ed esperiti dagli Iniziati, si conformeranno ai modelli alchemici di mortificazione e putrefazione, per poi riemergere e trasformarsi in nuove Coniunctio.

Torniamo a fare un esempio metaforico: La Torre di Babele stando alla tradizione venne edificata da Nemroth ed era stata concepita per essere alta fino al cielo, così da poter competere con Dio. Ma all’uomo non è dato equipararsi agli dei, inoltre la torre venne edificata non in pietra come avveniva per tutti gli edifici sacri, ma in mattoni. L’ira di Dio fu palesata dalla confusione delle lingue dei costruttori cosicché l’uno non era in grado di comunicare con l’altro. La parola era perduta.

La Torre allude all’uomo che ripiomba nel caos quando l’edificazione personale perde il contatto con l’alto. La Torre allude alle prove che Dio e la vita impongono all’uomo. La confusione delle lingue è in realtà offuscamento della ragione e deterioramento del pensiero verbale.

La Parola perduta, altro non è che il Logos che ordina, e riguarda le divinità presenti nelle Parole Sacre.