Ogni volta che un impulso raggiungeva la neocortex, assumeva la forma di pensiero e per Freud questa regione era abitata dall'Io
Freud, al contrario di Jung, era scettico in merito a tutte le potenziali attività paranormali e parapisicologiche. Era un convinto materialista ed inoltre puntava a rendere scientifico il suo lavoro psicoanalitico. Jung, invece proveniva da una famiglia di mistici, la madre si dice tenesse un diario dove annotava le sue premonizioni, l'intera sua famiglia praticava sedute spiritiche e lo stesso Jung pare avesse poteri paranormali. Durante una visita di Jung a Vienna, chiese a Freud pubblicamente cosa pensasse della precognizione, ovvero della possibilità di prevedere il futuro, ma per Sigmund tali possibilità non erano che sciocchezze. La disputa era la stessa di sempre, da una parte i materialisti che affidano tutto alla ragione e alla logica; dall'altro gli idealisti, gli appartenenti - probabilmente - in qualche misura alla sfera delle schizotipie, ricercatori aperti alle più disparate influenze.
Il modello teorico di Freud, che ricordiamo essere stato medico e neurologo, considerava il cervello come un complesso meccanismo elettrico fatto di una rete intricata di cavi elettrici e di interruttori che collegavano le varie parti anatomiche. L'eccitazione nervosa dei suoi pazienti non era dovuta ad altro che al flusso della corrente elettrica che rilasciavano i neuroni in attività. Per Freud i sensi attivavano le cellule nervose e in alcuni particolari casi lo stimolo eccitatorio esterno si imprimeva nel soma dei neuroni costituendo così i ricordi.

Ogni volta che un impulso raggiungeva la neocortex, assumeva la forma di pensiero e per Freud questa regione era abitata dall'Io. Per Jung invece vi era dell'altro, oltre al pensiero cosciente, oltre alla regione dell'Es che sostiene e genera l'Io, esisterebbe una realtà più remota, arcaica, basilare, un substrato più profondo dove miti e archetipi vivono di energia propria, sono autonomi e soprattutto comuni all'intera umanità.
Noi crediamo fermamente che la Psiche non è costituita da una singola personalità, ma da un vasto mondo sociologico dato dalla somma di tutte le parti cerebrali, siano “abitanti” dell'Es o di un inconscio collettivo, che in sinergia con l'Io collaborano a volte si, a volte no, alla realizzazione di piani e scopi non sempre dettati dall'umana volontà o dalla consapevole coscienza.
John Carew Eccles, individuò nella zona motoria supplementare la sede della volontà umana. Per lui, prima ancora che la corteccia motoria invii i suoi segnali agli arti per compiere un dato movimento, la corteccia supplementare si attiva operando con la “volontà” l'azione da compiere. Ha forse qui sede l'Io? O potremmo ipotizzare che la volontà umana sia essa stessa un'entità a sé stante, un essere divino, superiore, che trascende la neurobiologia, governandola. Noi crediamo che possa verosimilmente esistere un livello valutativo dell'esperienza, un nucleo profondo distinto dalla percezione di sé e del corpo, una luce divina che se raggiunta apre a nuove possibilità e forze occulte. Gli esoteristi parlano a riguardo di “quintessenza”, della pietra dei filosofi, di una potente realtà che segue ai quattro atti di morte e rinascita spirituali.
